Medardo Rosso

Medardo Rosso

Torino
1858


Milano
1928

Biografia

Rosso era un scultore italiano. A Milano dal 1970, cominciò a scopire attorno al 1880, nel 1882-83 frequentò l’Accademia di Brera, da cui fu allontanato per la sua insofferenza all’insegnamento tradizionale. Tra gli artisti del tempo guardava soprattutto a Cremona, Ranzoni e Grandi, ma per la sua formazione fu molto importante anche la cultura positivista e naturalista della tarde scapigliatura lombara. I suoi primi lavori tendono alla “ricerca del vero” come adesione al dato ottico, comprensiva delle qualità psicologico-caratteriali del ritratto, e si connotano subito per la scelta di temi contemporanei: gli emarginati, la gente comune, la vita moderna (El looch, 1881-82, Roma, Gall. Naz. D’Arte Mod., Impression d’omnibus, 1884, distrutto). La tendenza a una visione dove oggettività e soggettività si compenetrano, senza nette barriere tra fisicio e psichico, diventa più chiara in opere come Lo scaccino (1883, Barzio, Mus. Ross) e La portinaia (1883, Roma, Gall. Naz. D’Arte Mod.): persiste il riferimento positivista al dato concreto e la ricerca della realtà prende forma nella fusione della figura con l’atmosfera, attraverso una sorta di abolizione dei contorni. Al 1885-86, quando l’impressionismo storico è ormai in via di dissolvimento, risale il suo primo soggiorno a Parigi, Vi ritornò nel 1889 (fino al 1914), entrando in contatto con tendenza culturali antinaturalistiche (il sintetismo simbolista, la pittura del nabis) che, nell’ambito dell’attenzione di Rosso per il fenomeno e per la sensazione visiva, accentuarono le dinamiche psicologiche e le latenti energie vitalistiche (la serie delle Rieuses, 1890-91, una a Barzio, Mus. Rosso). Lo spostamento d’attenzione da valori di contenuto (tipici degli anni milanesi) alla registrazione emotiva del dato ottico si definisce alla metà degli anni ’90 con opere come Uomo che legge (1893-95, Milano, Coll. Mattioli), Bookmaker (1894) e Conversazione in giardino (1896, entrambi a Barzio, Mus. Ross), caraterizzate da quella ricerca, fortemente sintetica, di nessi tra scultura e ambiente e tra ambiente e soggetto che, quindici anni più tardi, avrebbe colpito il futurista Boccioni, e arriva a un esito estremo in Madam X (1896_ Venezia, Gall. D’Arte Mod.). Dopo l’episodio dell’Ecce puer (1906, Milano, Gall. D’Arte Mod.), l’unico che mostri qualche consonanza con la cultura simbolista, l’ultima attività di Rosso, accompagnata da un’abbondante produzione grafica (vedute urbane e di paesaggio), mostra una rinnovata attenzione per l’<<impressione>> naturalistica.